Emblematica l'odierna Sentenza della Cassazione a Sezioni Unite Civili n. 25011/2014 la quale chiarisce risolutivamente come il sostegno all'alunno disabile debba sempre essere garantito. Senza una tale garanzia ci si troverebbe, infatti, di fronte ad una discriminazione posta in essere dalle scuole. 


La Sentenza in parola prende le mosse dai ricorsi promossi da un istituto comprensivo e dal MIUR avverso i provvedimenti della Corte d'appello di Trieste, la quale condannava, a suo tempo, l'amministrazione scolastica per non aver concesso l'insegnamento di sostegno per 25 ore settimanali (rapporto 1:1) ad un'alunna iscritta alla scuola d'infanzia e affetta da handicap con connotato di gravità in base all'art. 3, comma 3 della Legge 104/92. Tale precedente condanna prevedeva, anche, un risarcimento del danno pari a € 5.000,00 oltre accessori.

La Sentenza delle Sezioni Unite fa chiarezza sul punto e stabilisce che: "Il diritto all'istruzione è parte integrante del riconoscimento e della garanzia dei diritti dei disabili, per il conseguimento di quella pari dignità sociale che consente il pieno sviluppo e l'inclusione della persona umana con disabilità". E continua affermando che: "Una volta che il Piano educativo individualizzato, elaborato con il concorso determinante di insegnanti e della scuola di accoglienza e di operatori della sanità pubblica, abbia prospettato il numero di ore necessarie per il sostegno scolastico dell'alunno che versa in situazione di handicap particolarmente grave, l'amministrazione scolastica è priva di un potere discrezionale, espressione di autonomia organizzativa e didattica, capace di rimodulare o di sacrificare in via autoritativa, in ragione della scarsità delle risorse disponibili per il servizio, la misura di quel supporto integrativo così come individuato dal piano".

Pubblicato il 26 novembre 2014

Scarica la sentenza