Il Giudice del Lavoro di Sciacca (sentenze n. 252 e 253 del 3 dicembre 2014) ha condannato il Ministero dell'Istruzione al pagamento, nei confronti di un docente precario, degli scatti di anzianità e, a titolo di risarcimento, delle retribuzioni intercorrenti tra un contratto a tempo determinato e l'altro. Tutto questo nel pieno rispetto della recentissima Sentenza della Corte di Giustizia Europea che ribadisce il principio riportato nell'Accordo Quadro sul lavoro a tempo determinato allegato alla Direttiva Europea 199/70/CE e che impone l'applicazione, ove non intercorrano ragioni oggettive, di un regime di piena parità di trattamento dei dipendenti precari rispetto al personale con contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Come la Corte di Giustizia ha più volte ricordato, infatti, l'Accordo Quadro, e in particolare la clausola 3, punto 1, di quest'ultimo, "include tutti i lavoratori, senza operare distinzioni basate sulla natura pubblica o privata del loro datore di lavoro e a prescindere dalla qualificazione del loro contratto in diritto interno" (v. sentenza Fiamingo e a., EU:C:2014:2044, punti 28 e 29 nonché giurisprudenza ivi citata). Ne consegue, dunque, che l'accordo quadro non esclude nessun settore particolare dalla sua sfera d'applicazione e che, pertanto, è applicabile al personale assunto nel settore dell'insegnamento.

Anche nel comparto scuola italiano, come risulta ribadito nella sentenza citata, è necessario rimuovere tutte le discriminazioni ingiustificate tra lavoratori precari e "di ruolo". 

Pubblicato il 4 dicembre 2014