Dopo il Giudice Mancini di Como, anche il Giudice Forziati di Roma accoglie i ricorsi per la perequazione interna che la DIRIGENTISCUOLA-CONFEDIR ha affidato agli avvocati Corrado Morrone e Salvatore Russo. Le motivazioni della sentenza sono pressoché identiche a quelle degli altri ricorsi: la retribuzione individuale di anzianità, la cosiddetta R.I.A. , spetta a tutti i dipendenti pubblici, quindi anche ai docenti che diventano dirigenti.

"Ancora una volta – commenta il Seg. Gen. Attilio Fratta - mi pongo lo stesso interrogativo: ci voleva un Giudice ad affermare l'ovvio? Come si può pensare che la RIA spetti a tutti i dipendenti pubblici che cambiano qualifica, nella fattispecie da docenti diventano dirigenti, e non ai dirigenti scolastici? Peraltro dopo che è stata riconosciuta agli stessi dirigenti scolastici che sono transitati dai ruoli degli ex direttori didattici e presidi? Solo in un Paese schizzato possono verificarsi cose del genere. Perché un dirigente scolastico deve ricorrere al Giudice per vedersi riconosciuto lo stesso diritto riconosciuto ad altri? E ancora, perché lo Stato, dopo oltre quaranta ricorsi accolti dai Giudici, non prende atto della situazione e riconosce lo stesso diritto a tutti gli interessati? La risposta che ho avuto, nelle sedi istituzionali, è allucinante: Sappiamo bene che la RIA spetta, ma non la riconosceremo mai erga omnes. Quanti saranno i ricorrenti? Il 10%? Lo Stato spenderà comunque meno anche pagando gli arretrati. Neanche un datore di lavoro delinquente o mafioso darebbe una simile risposta – continua Fratta – vorrà dire che continueremo a fare ricorsi ad oltranza".
Il Giudice Forziati, oltre agli arretrati ai quattro ricorrenti (€. 27.816,35 + 34.625,85 + 42.672,25 + 34.625,85 + arretrati e interessi), ha disposto anche la restituzione del contributo unificato versato dagli stessi.
Ancora più interessante, tra le motivazioni, è l'aver evidenziato l'anomalo comportamento delle OO.SS. che hanno firmato i CCNL dell'area V: in uno prevedono la R.I.A., nel successivo la eliminano. Bastava non scrivere niente e sarebbe rimasto in vigore il CCNL del 2001, al quale, comunque, il Giudice si è attenuto affermando che un diritto, se tale è, deve essere riconosciuto a tutti.

Pubblicato il 31 ottobre 2014

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