Il Giudice Amministrativo ha ritenuto che all'alunno non ammesso all'esame di stato, ma destinatario di provvedimento cautelare ai fini della sua ammissione e che risultava aver superato tutte le prove d'esame, è comunque necessario attribuire il credito scolastico in una misura almeno equipollente a quella che gli sarebbe spettata, secondo la media scolastica ed i crediti conseguiti nell'ultimo triennio di studi, in sede di ammissione all'esame anche in assenza di determinazione definitiva in tal senso espressa dal preposto Consiglio di Classe.

Con decreto monocratico cautelare, valutata l'imminenza delle prove scritte e il danno grave e irreparabile altrimenti subito dal ragazzo, il TAR lo ammetteva con riserva l'alunno a sostenere l'esame e, lo stesso, superava tutte le prove. All'esito del superamento dell'esame, con la sentenza n. 1060/2014 la Terza Sezione del TAR Veneto ha dichiarato il ricorso inammissibile chiarendo che "il superamento dell'esame di Stato, anche se a seguito di ammissione con riserva, comporta la sopravvenuta inammissibilità della causa per carenza di interesse". Il titolo di studi risultava, infatti, pienamente conseguito e si estingueva, così, l'interesse a procedere nel merito.

La sentenza in questione ha, inoltre, statuito che all'alunno dovesse essere comunque attribuito il punteggio relativo al credito scolastico necessario per l'attribuzione del voto finale, come se questi fosse stato, effetivamente, ammesso alle prove d'esame dal Consiglio di Classe. In sentenza, infatti, è riportato quanto segue: "i crediti scolastici mancanti per il punteggio finale utile per la promozione devono comunque essere corrisposti, almeno nella misura dovuta a seguito dell'ammissione all'esame di Stato, essendo questa equipollente al caso, in esame, di superamento delle relative prove di esame".

Pubblicato il 25 luglio 2014