I Tribunali del Lavoro di Cuneo e Vercelli ribadiscono che non riconoscere ai precari la progressione stipendiale legata all'anzianità di servizio realizza una palese disparità di trattamento in aperto contrasto con la normativa europea. 

Nelle sentenze arriva la conferma che "Diversamente da quanto sostenuto dal Ministero convenuto, non costituisce valida "ragione oggettiva" per derogare al divieto di discriminazione (nel senso di cui alla clausola 4.1 dell'Accordo Quadro e alla sentenza Del Cerro Alonso sopra citata) il peculiare sistema di reclutamento e di assegnazione delle supplenze per i lavoratori a tempo determinato della scuola. Queste modalità di assunzione, [...], non hanno alcuna correlazione con la negazione della progressione retributiva in funzione dell'anzianità di fatto maturata. L'Amministrazione convenuta non ha poi indicato alcun fondamento logico che osterebbe alla possibilità di ricostruire la carriera del personale assunto, come le ricorrenti, ripetutamente a termine, applicando gli scatti di anzianità così come avviene per il personale a tempo indeterminato". Il Giudice del Lavoro di Cuneo ravvisa, anzi, "un'intrinseca contraddizione nella prospettazione del Ministero convenuto che, da un lato, valorizza il tempo lavorato ai fini dell'eventuale immissione in ruolo dei dipendenti precari, ma dall'altra, nello stesso tempo vi nega rilevanza sul piano economico".

Pubblicato il 15 agosto 2014