Pietro Perziani commenta la Sentenza CGUE.

"La recente sentenza della Corte di Giustizia europea giunta a conclusione della campagna di ricorsi per la stabilizzazione dei precari promossa dall'ANIEF, ha avuto un'amplissima risonanza, per cui sembra inutile entrare nel merito; la sentenza risulta molto importante anche per i ricorsi sulla perequazione interna. C'è un primo motivo di ordine pratico - sostiene Pietro Perziani - i ricorsi sono curati dallo stesso pool di avvocati che ha promosso i ricorsi su cui la Corte di Giustizia europea si è pronunciata in modo favorevole, da Walter Miceli a Fabio Ganci e Salvatore Russo, per cui possiamo dire che senz'altro siamo in buone mani".

 

"Va poi detto - continua il Prof. Perziani nel suo comunicato - che sin dall'inizio i nostri ricorsi hanno preso ispirazione da sentenze che nel merito riguardavano i precari, ma affermavano principi di validità universale perché fondati su principi costituzionali e su pronunciamenti della Corte di Giustizia europea, quali:
-non ci può essere disparità di trattamento a parità di lavoro, non può esistere un "trattamento diverso non giustificato da disuguaglianza nella prestazione fornita dai lavoratori"
-la mancata previsione contrattuale non inficia i diritti dei lavoratori, se tali diritti sono stabiliti da norme di legge, a cominciare naturalmente dalla Costituzione e dalle Direttive Europee
-in presenza di sentenze della Corte di giustizia Europea, non c'è bisogno di eccepire l'eccezione di costituzionalità e rimandare quindi la causa alla Corte Costituzionale, il giudice può emettere immediatamente la sentenza; non solo: anche eventuali sentenze contrarie della Cassazione perdono di efficacia.

Viene così scardinato quanto sempre sostenuto dall'Amministrazione, cioè che quanto non è previsto dai contratti non può essere rivendicato dal lavoratore; i giudici, italiani ed europei, dicono esattamente il contrario: le norme legislative hanno carattere imperativo rispetto ai contratti, per cui non possono essere da questi derogate o riformate in peius. 

Possiamo dire, senza false modestie, - concude Perziani nella sua disamna - che ci avevamo visto giusto; non solo, possiamo tranquillamente dire che nessuno ha la nostra esperienza e nessuno può mettere in campo la competenza dei nostri avvocati, non lo diciamo noi, ma la Corte di Lussemburgo di Giustizia europea".

Tratto da Governare la Scuola

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