Speciale Scuola

L'Avv. Salvatore Russo, che da anni patrocina con competenza i diritti dei nostri iscritti nei tribunali della Capitale, ottiene ragione in favore di due nostre iscritte cui l'USR Lazio aveva ingiustamente negato anche la valutazione del punteggio per il titolo di accesso posseduto e dichiarato per la partecipazione al concorso.

Il Giudice Amministrativo ha ritenuto che all'alunno non ammesso all'esame di stato, ma destinatario di provvedimento cautelare ai fini della sua ammissione e che risultava aver superato tutte le prove d'esame, è comunque necessario attribuire il credito scolastico in una misura almeno equipollente a quella che gli sarebbe spettata, secondo la media scolastica ed i crediti conseguiti nell'ultimo triennio di studi, in sede di ammissione all'esame anche in assenza di determinazione definitiva in tal senso espressa dal preposto Consiglio di Classe.

La Corte d'Appello di Torino, con cinque distinte sentenze di identico tenore, rigetta i ricorsi MIUR e ribadisce che "L'oggettiva disparità di trattamento che sussiste, sotto il profilo retributivo, tra i docenti a tempo determinato ed i docenti a tempo indeterminato potrebbe ritenersi giustificata, ai sensi della Direttiva 1999/70/CE, soltanto ove fosse dimostrata l'esistenza di "ragioni oggettive", che tuttavia – secondo quanto precisato dalla Corte di Giustizia – non possono consistere né nel carattere temporaneo del rapporto di lavoro, né nel fatto che il datore di lavoro è una pubblica Amministrazione, né, infine, nel fatto che il trattamento deteriore dei lavoratori a termine sia previsto da una norma interna generale ed astratta, quale una legge o un contratto collettivo".

La vexata quaestio del "salvaprecari" inizia nel 2009, annus horribilis per i precari della scuola travolti dalla famigerata "riforma Gelmini", quando il Legislatore decide di intervenire in favore di quanti, pur avendo prestato servizio a tempo determinato con contratto annuale o fino al termine delle attività didattiche nel 2008/2009, si erano ritrovati letteralmente "tagliati fuori" dalla possibilità di stipulare la medesima tipologia di contratto per l'anno scolastico successivo a causa della "carenza di posti disponibili" diretta conseguenza di quella "razionalizzazione" voluta proprio dall'allora Ministro dell'Istruzione.

Il MIUR pubblica la Nota 6870/2014 in cui rende note le date di scadenza entro le quali il personale docente e ATA interessato deve presentare la domanda di utilizzazione e di assegnazione provvisoria.