Speciale Scuola

Pubblicato il D.M. 886/2014 relativo alle cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1° settembre 2015 con le relative Indicazioni operative.

Il primo effetto tangibile della Sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea dello scorso 26 novembre, presso i Tribunali Italiani, coincide con una condanna del MIUR al risarcimento del danno subito da una docente precaria che aveva stipulato con la P.A., nel corso degli anni, ben 7 contratti di lavoro a tempo determinato.

Tale fattispecie concreta ricade nell’ormai noto fenomeno della illegittima reiterazione di contratti a tempo determinato oltre i 36 mesi previsti dalla normativa comunitaria.

Il Giudice del Lavoro di Sciacca (sentenze n. 252 e 253 del 3 dicembre 2014) ha condannato il Ministero dell'Istruzione al pagamento, nei confronti di un docente precario, degli scatti di anzianità e, a titolo di risarcimento, delle retribuzioni intercorrenti tra un contratto a tempo determinato e l'altro. Tutto questo nel pieno rispetto della recentissima Sentenza della Corte di Giustizia Europea che ribadisce il principio riportato nell'Accordo Quadro sul lavoro a tempo determinato allegato alla Direttiva Europea 199/70/CE e che impone l'applicazione, ove non intercorrano ragioni oggettive, di un regime di piena parità di trattamento dei dipendenti precari rispetto al personale con contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Pietro Perziani commenta la Sentenza CGUE.

"La recente sentenza della Corte di Giustizia europea giunta a conclusione della campagna di ricorsi per la stabilizzazione dei precari promossa dall'ANIEF, ha avuto un'amplissima risonanza, per cui sembra inutile entrare nel merito; la sentenza risulta molto importante anche per i ricorsi sulla perequazione interna. C'è un primo motivo di ordine pratico - sostiene Pietro Perziani - i ricorsi sono curati dallo stesso pool di avvocati che ha promosso i ricorsi su cui la Corte di Giustizia europea si è pronunciata in modo favorevole, da Walter Miceli a Fabio Ganci e Salvatore Russo, per cui possiamo dire che senz'altro siamo in buone mani".

Il Giudice del Lavoro di Ragusa ha accolto il ricorso di un docente precario che richiedeva sia lo spostamento dei 24 punti Ssis da una classe di concorso all'altra, sia lo spostamento del punteggio di servizio già dichiarato.

La novità della sentenza sta nell'aver riconosciuto al ricorrente anche il diritto a modificare la scelta pregressa riguardo al punteggio di servizio precedentemente dichiarato (e quindi riconosciuto nelle relative Graduatorie a Esaurimento) e ha condannato il Ministero dell'Istruzione allo spostamento di detto punteggio così come richiesto dal ricorrente.