Speciale Scuola

Il Tribunale del Lavoro di Roma risarcisce i precari: dopo essere stati illegittimamente assunti e licenziati oltre il limite consentito dei 36 mesi, il giudice ha puntato il dito contro l’interminabile serie di contratti a tempo determinato stipulati in aperta violazione delle disposizioni dettate dalla normativa comunitaria.

A cura dell’Avv. Salvatore Russo

Il Tribunale di Roma accoglie otto ricorsi patrocinati dall’ANIEF e condanna il Ministero dell’Istruzione per illecita reiterazione di contratti a termine e abuso di lavoro precario. Condanna esemplare quella ottenuta dagli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli e Salvatore Russo a carico dell’Amministrazione scolastica cui il Giudice del Lavoro della capitale impone un risarcimento danni per violazione di norme comunitarie pari a un totale di 37 mensilità e condanna a corrispondere, in favore di ogni ricorrente, anche gli scatti di anzianità mai riconosciuti per un totale complessivo che supera i 100.000 Euro.

Secondo il Consiglio di Stato, in Adunanza Plenaria, le controversie aventi ad oggetto la declaratoria della consistenza dell’insegnamento di sostegno ed afferenti alla fase che precede la formalizzazione del piano educativo individualizzato (PEI) restano affidate alla cognizione del giudice amministrativo.

A cura dell’Avv. Salvatore Russo

La Corte di Cassazione ha stabilito che, nelle controversie instaurate per il risarcimento del danno da autolesione nei confronti dell’istituto scolastico e dell’insegnante, è applicabile il regime probatorio imposto dall’art. 1218 c.c., sicché, mentre il danneggiato deve provare esclusivamente che l’evento dannoso si è verificato nel corso dello svolgimento del rapporto, sulla scuola incombe l’onere di dimostrare che l’evento è stato determinato da causa non imputabile né alla scuola né all’insegnante.

A cura dell’Avv. Salvatore Russo

L’insegnate di sostegno che vanta più di cinque anni di servizio con contratto a tempo determinato ha il diritto di proporre la domanda di trasferimento su posto comune. Alla luce del principio di non discriminazione del lavoratore sancito dalla Clausola n. 4 della Direttiva 1999/70/CE, infatti, il Giudice del Lavoro di Milano ha riconosciuto a una docente, immessa in ruolo nell’a.s. 2014/2015 su posto di sostegno, il diritto di poter partecipare alle prossime operazioni di mobilità per il trasferimento su posto comune, anche in considerazione degli anni di servizio prestati in virtù di contratti di lavoro a tempo determinato.

A cura dell’Avv. Salvatore Russo