Speciale Scuola

Mentre il Governo Renzi "gioca" con la vita dei docenti precari, il sindacato ANIEF dà scacco matto al MIUR in tribunale e ottiene l'immissione in ruolo retrodatata al 2009 o al 2010 in favore di ben 25 docenti precari con conseguente diritto a usufruire liberamente della mobilità territoriale e del trattamento economico più favorevole per gli immessi in ruolo 2009.

La violazione della Direttiva Comunitaria 1999/70/CE è costata al MIUR la condanna al pagamento di oltre 350.000 Euro in favore di 18 docenti precari, tutti iscritti al sindacato ANIEF, che si sono visti riconoscere non solo il danno da reiterato abuso del lavoro precario perpetrato nei loro confronti, ma anche il diritto a percepire la medesima progressione stipendiale rispetto ai docenti di ruolo. 

Il Tribunale di Torino, recependo la sentenza della Corte di Giustizia Europea dello scorso 26 novembre, condanna il MIUR al risarcimento del danno in favore di un docente precario e a corrispondergli il diritto alla medesima progressione di carriera riconosciuta ai docenti di ruolo.

Con le Sentenze n. 16/2015 e 17/2015, il Giudice del Lavoro di Roma riconosce il diritto dei docenti precari ad ottenere un risarcimento del danno pari a 15 mensilità in caso di illecita reiterazione di contratti a tempo determinato e l’estensione al 31 agosto dei contratti erroneamente stipulati al 30 giugno di ogni anno pur se su posto vacante.

A cura dell’Avv. Salvatore Russo

Il Consiglio di Stato chiarisce che la sperimentazione attivata dal MIUR nell'anno scolastico 2014/2015, consistente nella riduzione a quattro anni del percorso necessario per ottenere il diploma avente valore legale, risulta legittima pur non avendo acquisito il parere del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione.

A cura dell'Avv. Salvatore Russo