Speciale Scuola

Pubblichiamo alcuni articoli sulla sentenza del Tribunale di Roma, ottenuta dall'Avv. Salvatore Russo per il sindacato ANIEF, che riconosce gli scatti di anzianità a una docente precaria in pensione.

Il giudice del lavoro dà ragione a una pensionata. Aveva lavorato per 40 anni con contratti a termine. Salvatore Russo: "Sentenza storica, riconosce stessa dignità ai precari della scuola".

Di Anna Rita Cillis

Accolto il ricorso di una docente: il Ministero dovrà riconoscerle tutte le differenze non pagate, con tanto di interessi e spese legali. L'avvocato che ha curato il ricorso Salvatore Russo: "E' una sentenza storica". 

Anche i precari hanno diritto agli scatti di anzianità. Anche se hanno trascorso un'intera carriera da supplenti, e sono ormai in pensione. Lo ha stabilito il Tribunale del Lavoro di Roma, che ha accolto il ricorso di una docente: adesso il Ministero dovrà riconoscerle tutte le differenze non pagate, con tanto di interessi e spese legali.

Articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 25 aprile 2015

Il Tribunale del Lavoro di Siena stabilizza una precaria storica della scuola e riconosce che la serie di contratti a termine stipulati in successione con il MIUR sin dal 2004 erano volti a sopperire a una carenza non già transitoria, ma strutturale di organico. La sentenza dichiara, dunque, che il contratto di lavoro doveva essere a tempo indeterminato sin dal 1° settembre 2004 e condanna il Ministero dell'Istruzione al risarcimento del danno in favore della sua dipendente quantificato in 10 mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto.

Il Tribunale di Locri ha disposto l'immissione in ruolo di un'assistente amministrativa precaria della scuola con cui il MIUR aveva stipulato ripetuti contratti a tempo determinato superando i 36 mesi di servizio. In base alla Direttiva Comunitaria 1999/70/CE, infatti, il Giudice ha ritenuto applicabile, quale unica tutela "efficace", "energica" e "dissuasiva", il riconoscimento della sussistenza di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato in applicazione dell'art. 5, comma 4-bis, d.lgs. n. 368/2001.